Domande da fare a tavola: spunti per tutta la famiglia
Domande da fare a tavola per bambini e ragazzi di ogni età: idee migliori di «Com’è andata a scuola?» e consigli per trasformare la cena in un’abitudine.
Testo: Il team di Carte di conversazione · Aggiornato il
«Com’è andata a scuola?» «Bene.» Probabilmente hai già fatto questo scambio qualche centinaio di volte. Non vuol dire che i tuoi figli non abbiano voglia di parlarti: la domanda ha una sola risposta facile, e loro la danno. Con le giuste domande da fare a tavola, invece, la cena può diventare il momento in cui si parla di più.
Perché vale la pena difendere la cena in famiglia
Alcune indagini sugli adolescenti americani, condotte dal Centro nazionale sulle dipendenze della Columbia University (il National Center on Addiction and Substance Abuse, oggi parte della Partnership to End Addiction), hanno rilevato che i ragazzi che cenavano con la famiglia cinque o più volte a settimana avevano meno probabilità di fumare, bere o usare droghe rispetto a chi lo faceva di rado. Altri studi hanno collegato i pasti regolari in famiglia a un vocabolario più ricco nei bambini piccoli e a meno segni di depressione tra gli adolescenti. Sono correlazioni, e le famiglie che mangiano spesso insieme differiscono anche per altri aspetti, ma il quadro si ripresenta di continuo.
Qualunque sia la causa esatta, la cena è uno dei pochi momenti, in una settimana piena di impegni, in cui sono tutti nella stessa stanza. E sulla conversazione puoi davvero fare qualcosa.
I telefoni vanno da un’altra parte
Prima di tutto, via i telefoni. Con lo schermo rivolto verso il basso sul tavolo non vale: meglio un cestino sul piano della cucina. Vale per i genitori almeno quanto per i figli. «Solo una mail veloce» ha interrotto più conversazioni in famiglia di qualsiasi broncio adolescenziale.
Domande migliori di «Com’è andata a scuola?»
Sostituisci la domanda generica con una che richieda una risposta precisa. Queste vanno bene più o meno a qualsiasi età:
- «Qual è stata la cosa più strana successa oggi?» I bambini adorano le stranezze, e di solito si ottiene qualcosa in più di un «bene».
- «Chi ti ha fatto ridere oggi?» È una domanda precisa e positiva, e di solito arriva con una storia.
- «Se potessi rivivere un minuto di oggi, quale sceglieresti?» Ti fa capire cosa frulla loro in testa, senza che serva la parola «stress».
- «Cosa hai imparato oggi che sia davvero interessante?» Quel «davvero» conta: dà il permesso di rispondere «niente».
- «Che domanda ti è venuta oggi e non ha avuto risposta?» I bambini sono curiosi tutto il giorno. Anche gli adulti, solo che abbiamo smesso di dirlo ad alta voce.
Domande da fare a tavola per età diverse
Con chi va alle elementari e chi alle superiori allo stesso tavolo, servono domande che funzionino per tutti. Cerca quelle in cui la risposta cresce insieme a chi la dà:
- «Che superpotere sceglieresti, e qual sarebbe il problema?»
- «Cosa sai fare meglio quest’anno rispetto all’anno scorso?»
- «Se la nostra famiglia fosse una band, che strumento suonerebbe ognuno di noi?»
- «Quale regola di casa cambieresti, se comandassi tu?»
- «Se potessi insegnare a tutti noi una lezione su qualcosa che conosci bene, quale sarebbe?»
Farne un’abitudine senza farne un compito
Il modo più veloce per spegnere la conversazione in famiglia è renderla obbligatoria. Sempre la stessa domanda ogni sera, nello stesso ordine, con un genitore che spera in una risposta precisa: finisce per sembrare un compito. Una domanda che spunta ogni tanto, per gioco, con gli adulti che rispondono a loro volta, diventa qualcosa che la famiglia aspetta con piacere.
Alcune cose aiutano:
- Tienila per una o due sere a settimana.
- Lascia che siano anche i bambini a fare le domande. La persona più piccola a tavola spesso ha le idee migliori.
- Rispondete sinceramente anche voi adulti, senza la voce edulcorata da genitore. Se la domanda è «qual è stata la parte più difficile della tua giornata?», rispondete davvero.
Quando nessuno ha voglia di parlare
Certe sere non c’è voglia per nessuno. Chi è in piena adolescenza ha avuto una brutta giornata, un genitore è a pezzi, l’energia non c’è. Lascia perdere. Una cena silenziosa va benissimo, e forzare la conversazione in una serata storta insegna che stare a tavola è una recita.
Tieni le domande sul tavolo
Se preferisci non inventare le domande sul momento, tieni sul tavolo un mazzo di carte che anche chi va alle elementari riesca a prendere e a leggere ad alta voce. Il mazzo Famiglia è nato proprio per questo. L’angolo dei bambini è adatto ai più piccoli, mentre Genitori e figli è pensato per le chiacchierate a due con i figli adolescenti o già grandi.
Un barattolo di domande scritte insieme dalla famiglia funziona altrettanto bene, e a volte meglio, perché ognuno ha voglia di sentire pescare la propria.
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